M-commerce: nel 2004 il giro d'affari sarà di 200 miliardi di US$.
Il commercio elettronico sta per sbarcare anche sui telefonini cellulari, è infatti degli ultimi giorni la notizia che i tre indiscussi leader mondiali del settore, Nokia, Motorola e Ericsson, stanno lavorando insieme per sviluppare uno standard comune per il cosiddetto m-commerce (mobile commerce). Grande attenzione è riposta nell’assicurare validi sistemi di sicurezza per rendere inviolabili le transazioni con carta di credito e nell’elaborare soluzioni per la personalizzazione dei servizi, d’altronde una recente ricerca di British Telecom sostiene che il giro d’affari dell’m-commerce è valutabile, entro quattro anni, in ben 200 miliardi di dollari. Per ora lo standard del mobile commerce verrà elaborato per la tecnologia WAP, l’attuale protocollo per la navigazione con apparecchiature mobili (telefonini, palmari, etc.), anche se tutti sono coscienti di come quella del WAP sia una tecnologia di passaggio. Infatti i limiti di questo protocollo sono ancora molti e per il 2003-2004 anche questo sistema sarà soppiantato dal più potente e completo Umts (Universal mobile telecomunication system), la solida base tecnologica di ogni futura convergenza fra Internet e telefonia cellulare. A questo proposito va segnalata la mobilitazione dei grandi player delle tlc per la concessione delle licenze per quelli che vengono definiti i cellulari di terza generazione. In prima fila nell’asta ci sono le 3 società già operanti (Omnitel, Tim, Wind) e il quarto gestore in pectore Blu, che inizierà presto ad offrire i propri servizi. Molto attive anche le regine del Nuovo Mercato Tiscali ed E.Biscom, la prima con la controllata Andala, la seconda con il 15% del consorzio Dix.it. Ed ora a queste si è aggiunta Acea in partnership con il colosso iberico Telefonica che ha spaventato tutti i concorrenti affermando di essere pronta a spendere quasi 5,5 miliardi di dollari per aggiudicarsi una licenza. In Italia questa attenzione per il "wireless internet" è motivata dalla ancora bassa penetrazione dei computer e dalla scarsa alfabetizzazione informatica, pertanto si prevede che tramite il cellulare, strumento straordinariamente diffuso da noi, si sarà in grado di offrire Internet al grande pubblico e di colmare il nostro attuale gap nei confronti degli accessi alla Rete. Il mercato dell' internet "in movimento" appare pertanto molto promettente e spiega gli investimenti multimiliardari sia dei produttori di hardware che degli operatori delle tlc. D’altronde molti analisti concordano che fra breve l'utilizzo di un telefonino avverrà solo in una parte minima e residuale per la comunicazione vocale. (Andrea Petrucci) |