Napster: tutta la musica al popolo e pure gratis.

Non c'è dubbio che attualmente il più travolgente successo sulla rete è Napster, vera e propria banca dati online di brani musicali in Mp3. Qualcosa come un milione di canzoni liberamente disponibili, in altre parole un favoloso patrimonio musicale alla portata di tutti e, soprattutto, di tutte le tasche.

Il metodo è semplice: ci si collega con www.napster.com si scarica un programmino (scaricamento veloce) che consente di inserire una richiesta (un autore o un brano) e, quindi, parte alla ricerca di quello che desiderate. Dopo poco, vi offre un elenco (fino a 250) di posti sulla rete da dove potete scaricare il vostro brano. Cliccate sul luogo dove avete deciso di effettuare il downloading e fa tutto lui. Mitico Napster, dicono ormai milioni di giovani e meno giovani.
Qualcosa come dieci milioni di ragazzini lo hanno eletto a loro nuova mecca, sostituendolo o almeno affiancandolo a Mtv.

Del resto, alla genialità di un ragazzino americano si deve l'invenzione del programmino e la leggenda vuole che il nome del programma Napster sia dovuto alla testa arruffata del ragazzino (nappy significa capellone). Le conseguenze economiche dell'ennesima riprova che la rete moltiplica le opportunità di accesso ai prodotti? Fino a meno di dieci giorni fa l'industria discografica in blocco avrebbe detto: "catastrofiche!!" "Chi sarà più disposto a pagare per qualcosa che ottieni gratis?" Bella domanda.

Ma la rete ha il potere di ridefinire i paradigmi più semplici del fare business, così gli ultimi dati provenienti proprio dall'industria discografica dicono qualcosa di profondamente diverso. Napster si è andato caratterizzando come uno straordinario volano delle vendite, quindi non solo non riduce gli acquisti di cd e cassette ma addirittura li accresce. Ancora una volta: moltiplicare le opportunità di accesso per i consumatori crea un circolo virtuoso che li porta a consumare di più, magari puntando sulla qualità del prodotto. Del resto sembra cambiato anche l'atteggiamento degli artisti tanto che i Limp Bizkit e, soprattutto, gli Offspring hanno annunciato una loro campagna pro-Napster.

Insomma, gli umori censori nei confronti della geniale creazione del ragazzino capellone stanno lasciando il passo ad atteggiamenti più attenti alle scelte degli internauti. In fondo, la sovranità del consumatore è la migliore guida per tutti e non ci sono sentenze censorie che tengano.
Le imprese farebbero bene a non dimenticarlo mai.

Goa 2-05-2000